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Il costo del clutter | Quanto l’ingombro indebolisce le finanze e non solo

04/03/2019, by LORENZA, in Organizzazione domestica, 0 comments

Perché è importante capire bene quanto l’accumulo di cose dentro casa abbia un costo alto sia monetario sia di tempo ed energie

 

Chi ha una casa disorganizzata o chi accumula non pensa quasi mai ai costi legati al proprio stile di vita disorganizzato o alla patologia, se già diagnosticata.

 

Il pensiero ricorrente, che è poi una vera e propria convinzione errata, è che gli oggetti, costo di acquisto a parte, non abbiano più un valore finanziario. E che anche lo spazio in cui vengono contenuti sia un semplice spazio di casa, nulla di più.

 

In una casa con evidenti problemi di accumulo, gli oggetti non vengono ricordati per il loro costo di acquisizione bensì per il loro “valore emotivo”, valore che gli viene attribuito dall’accumulatore stesso, e che di solito è altissimo.

 

Il fatto che occupino delle superfici e che queste superfici non siano più utilizzabili, non è neanche preso in considerazione.

 

Chi ha uno stile di vita cronicamente disorganizzato non percepisce che giorno dopo giorno sta perdendo lentamente centinaia di euro. Non pensa che spazio, tempo ed energie sono intrinsecamente intrecciati tra di loro.

 

Alcuni esempi di quanto può costare il clutter:

  • tasse non pagate
  • bollette delle utenze pagate in ritardo o dimenticate
  • soldi persi perché nascosti in chissà quale barattolo travolto dall’accumulo
  • appuntamenti importanti saltati
  • buoni sconto o regalo persi tra le tante carte accumulate
  • acquisti di doppioni perché non si ricorda di aver già lo stesso oggetto
  • interessi di mora su conti correnti in rosso perché budget mal gestito
  • costi di stoccaggio
  • costi di affitti di ulteriori garage dove riporre cose che non entrano più in casa

 

Per non parlare del costo medico, purtroppo altissimo, delle condizioni legate allo stress da disorganizzazione (ansia, attacchi di panico, depressione, mancata presenza al lavoro).

 

Anche il non dare valore al proprio tempo ha un costo altissimo. Pensiamo a quanto ne perde una persona disorganizzata, in capo a una giornata, a cercare cose, carte, documenti, oppure provando a sistemarle, non riuscendoci quasi mai perché la situazione è sfuggita di mano.

 

Le energie usate per riordinare e riorganizzare quando la disorganizzazione si è già cronicizzata, sono altissime. Se ogni giorno si riordinasse e riorganizzasse attraverso routine e buone abitudini, non si arriverebbe mai a sprecarne tante quante ne spreca un disorganizzato. Saperle gestire al meglio è importante per vivere una vita appagante, serena, felice e semplificata.

 

Lavorare sulle proprie abitudini consolidate per migliorarle e per cancellare il disordine e cercare di vivere la vita in modo più organizzato, non sono perdite di tempo bensì un ottimo investimento per il futuro. Tutti traggono beneficio dall’aver lavorato sulla propria disorganizzazione. Si fa il pieno di energie nuove che si potrà impiegare in maniera più fruttuosa, sia professionalmente sia personalmente.

 

Per sbloccare la situazione e cercare di migliorare la propria condizione, bisogna iniziare col mettere da parte la vergogna e la paura di essere giudicati. Queste emozioni frenano il cambiamento e precludono ogni tipo di soluzione, anche quelle che sembrano più immediate e banali.

 

Nell’ultimo anno hai provato in autonomia a sistemare e riorganizzare casa? E’ stato difficile eliminare il clutter? Raccontamelo, anche privatamente qui e se vuoi una consulenza, affidati sempre a professional organizer certificati APOI e specializzati nel campo della disorganizzazione cronica.

 

E se il 2019 fosse l’anno giusto per cambiare le cose?

 

Lorenza

 

Dall’inglese Clutter = ingombro, confusione, disordine, scompiglio, caos, accozzaglia di cose spesso inutili (cianfrusaglie).  To clutter = stipare, sovraccaricare, ingombrare

 

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