Lorenza Accardo

Il crowdacting: dall’impegno all’azione

14/01/2019, by LORENZA, in Stile di Vita, 0 comments

Ho scoperto la parola crowdacting per merito di un mio cliente, una start-up bolognese che io definisco “oltre” perché sono sempre alla ricerca di stimoli nuovi e di progetti che io chiamo Fair Friendly, ovvero progetti che coinvolgano la collettività fatti in modo equo e sostenibile

 

Quando ho aperto la pagina di Collaction, che potremmo tradurre in italiano “chiamata all’azione”, ho scoperto un nuovo modo di pensare e di agire che sento molto vicino ai miei valori di vita. CollAction è un’organizzazione no-profit, con sede nei Paesi Bassi, che aiuta le persone a risolvere i problemi di azione collettiva attraverso il crowdacting.

 

Facciamo un esempio: tu hai il desiderio di cambiare delle cose, senti che vorresti fare, vorresti agire ma il progetto di cambiamento che hai in mente è davvero impegnativo, e ti senti solo, come se fossi l’unico sulla terra a combattere per migliorare e cambiare. E allora lasci perdere.

 

Se invece sapessi che, insieme a te, potrebbero esserci anche tante altre persone, e che nello stesso momento le vostre forze sarebbero unite, tutti insiemi allo scopo di raggiungere quell’obiettivo? Ti sentiresti meno solo? E vorresti agire in tal senso? Io si!

 

Crowdacting significa “agire collettivamente e condizionatamente allo scopo di ottenere un impatto positivo sul mondo e sui suoi abitanti”

 

Collaction dice che formare una massa critica di persone ha un enorme impatto sul rendere questo mondo un posto migliore. Il concetto è molto simile al crowdfunding, ma le persone si impegnano a fare azioni, invece che denaro.

 

Pensiamo a una azione collettiva per interrompere e cambiare, per esempio il riscaldamento globale, gli ingorghi, la sovrappopolazione, la corruzione! Questi sono obiettivi che una singola persona da sola non può affrontare, se non nell’avere in primis uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e delle persone.

 

L’alternativa è proporre un progetto di crowdacting, per poi condividerlo con la collettività e contribuire socialmente ed ecologicamente nella tua zona, nella tua nazione o nel mondo.

 

Dall’impegno si passa all’azione

 

Ora ce ne sono due attivi che mi interessano perché inerenti alla mia professione e che ti racconto brevemente:

  • Screen Free Sunday: siamo sempre connessi e senza rendercene conto riempiamo la nostra quotidianità e usiamo il nostro tempo personale guardando lo schermo del pc, del tablet, del cellulare arrivando anche a esserne dipendenti. Se anche tu fai parte di quelle persone che controllano frequentemente messaggi, mail, notifiche varie, puoi partecipare a questo progetto impegnandoti a non guardare schermi (screen free) ogni ultima domenica del mese e usando questa giornata per riconnetterti con te stesso e con la natura

 

  • Slow Fashion Summer 2019: l’industria della moda è responsabile di enormi quantità di consumo di acqua e di emissioni di CO2 oltre che di produzione di rifiuti. Le tinture tessili inquinano l’acqua per non parlare delle condizioni di lavoro di coloro che ci lavorano. Questa campagna promuove il non acquisto di nuovi capi nella prossima estate 2019.

 

Sai che sono molto sensibile quando si parla di shopping sfrenato e accumulo di vestiti, quindi perché non provare a partecipare a questo progetto? E nel frattempo rivalutiamo le riparazioni sartoriali, il riuso, lo scambio, tutte soluzioni più ecologiche e sostenibili. 

 

Conosci altre iniziative di questo tipo alle quali parteciperai? Fammelo sapere nei commenti. Grazie!

 

Lorenza

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