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Il Disturbo da Accumulo al cinema

30/11/2017, by LORENZA, in Blog, 2 comments

E’ molto difficile vedere film in uscita che parlino, anche se non direttamente, del disturbo da accumulo.

 

“Fashionista” è un film diretto dal regista e sceneggiatore inglese Simon Rumley ed ha appena vinto il Premo della Critica come miglior regista di lungometraggio al Ravenna Nightmare Film Festival.

 

Realizzato nel 2016 e non ancora distribuito, parla di feticismo e dipendenza. La protagonista principale, Amanda Fuller, feticista dei vestiti e dei tessuti, è sposata con Ethan Embry (nel film Eric) che è affetto da un DISTURBO DA ACCUMULO COMPULSIVO. Vivono in una casa colma di vestiti, montagne di abiti e oggetti nella quale la coppia “annaspa”.

 

 

L’attore interpreta un uomo dominato dal fetish del possesso spaziando dagli indumenti, al denaro e alle donne. In questo film, scrive Chiara Pani, redattrice che lo ha recensito su Nocturno.it, “tutti i personaggi dipendono – disperatamente – da qualcosa. Non vi è mai gioia o appagamento, le compulsioni non possono, per loro natura, portare soddisfazione”.

 

La Pani continua dicendo che “Fashionista è forse la punta più elevata di una cinematografia eccellente, ancora poco conosciuta ai più e mai troppo apprezzata: una sorta di Cristiana F. in cui gli abiti prendono il posto delle siringhe”.

 

Da questa recensione si può capire che è un film forte, crudo, non per tutti, ma per quel che mi riguarda appena sarà distribuito lo guarderò. Il mondo dei disturbi da accumulo è qualche cosa che mi affascina per via della mia professione e del target di cliente che prediligo.

 

Il cuore mi porta sempre da chi è disorganizzato cronico o con disturbo da accumulo. Le motivazioni sono diverse ma quella che prevale è il fatto che sono persone speciali, vedono l’unicità ed il valore dove altri non riescono. Per ogni oggetto che accumulano c’è una storia, e le ricordano tutte. Hanno pensieri complessi, ogni particolare è importante. Sono fragili sotto tanti aspetti, ma forti delle loro convinzioni su ciò che li circonda.

 

In attesa, quindi, di poter vedere questo lungometraggio, cito altri “accumulatori” noti, non cinematografici ma facenti parte del mondo fashion e dello show-business, come per esempio Andy Warhol, l’inventore della Pop Art. Nel 1974, in seguito ad un trasloco, Warhol decide di mettere in grandi scatole da pacchi tutto ciò che ha sparso per la casa: sulla scrivania, sul pavimento, negli armadi, biglietti di concerti, disegni, scarpe, articoli di giornale.

 

Da quell’anno Warhol non hai mai smesso di memorizzare tracce della sua vita nelle cosidette “Time Capsule”. Ha sempre tenuto una scatola accanto alla sua scrivania, per potervi buttare dentro e racchiudere le tracce del suo quotidiano. In tutta la sua vita Warhol ha realizzato più di 600 Capsule del Tempo, dentro le quali oltre 500.000 oggetti sono stati immagazzinati.

 

Anche nel film “Quarto potere” del 1941 di Orson Welles e da lui stesso interpretato, si ricostruisce la storia del magnate americano dell’editoria Charles Foster Kane (ispirato in realtà alla biografia del magnate William Randolph Hearst). Accanto ai suoi fallimenti relazionali dovuti all’allontanamento da parte dei genitori per affidarlo alla tutela di un uomo d’affari, Kane, erede di una enorme fortuna, da adulto concepirà l’amore come possesso, dedicandosi ad un collezionismo sfrenato e accumulando migliaia di opere d’arte nella sua smisurata residenza di Xanadu. Ciò lo condurrà alla disperazione e all’isolamento.

 

Per quanto riguarda i film commedia, in “Mai così vicini” di Rob Reiner, Oren Little (interpretato da Michael Douglas) è un brillante agente immobiliare, diventato un anziano acido e incattivito dopo aver perso la moglie Sarah Elizabeth, che si vede “recapitare” dal figlio, sua nipote, mai conosciuta. Quando la bambina entra nella sua casa, la prima cose che gli chiede è se è un accumulatore visto che è piena di cose. Lui le risponde “ah no no, vedi, conservo queste cose per quando scapperò”.

 

 

In ultimo cito la trasmissione di Real Time “Sepolti in casa” , nella quale si porta i telespettatori nelle case dei cosiddetti “HOARDERS” , persone che accumulano qualsiasi cosa.

 

Ti riconosci in qualcuno dei personaggi citati in questo post?

Raccontami la tua esperienza e dimmi se conosci altri film in cui si parla, anche velatamente, di disturbo da accumulo.

 

Lorenza

 

Foto del film “Fashionista” tratta dal sito di Nocturno

Foto del film  “Mai così vicini” tratta da Rai Play


2 Comments found

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  • Chiara 3:14 • 28 Aprile 2018 • Rispondi

    Ti ringrazio davvero Lorenza per aver citato il mio scritto, sono certa che il film ti piacerà molto :)

    • LORENZA 8:21 • 28 Aprile 2018 • Rispondi

      Grazie a te Chiara per aver letto il mio post!