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La categoria S.O.S.

04/02/2019, by LORENZA, in Stile di Vita, 0 comments

Nel 2018 è passato su diversi social un articolo divertente sul gap generazionale tra giovani e anziani

 

La storia narrata riguarda un aereo Airbus 380 che viaggia a una velocità costante di 800 km/h. Durante il volo incrocia un Eurofighter che vola a Mach 2.

 

Il giovane pilota del caccia saluta il pilota dell’Airbus via radio dicendogli: “volo noioso? dai una occhiata qui” e poi accelera, sale e scende in picchiata, sfonda il muro del suono. Poi chiede al pilota di aereo com’è andata. Quest’ultimo risponde: “bene, molto impressionante!”.

 

Il pilota del caccia, non contento, chiede all’altro cosa ha fatto nello stesso momento. “Mi sono alzato, sgranchito le gambe, ho camminato sino al bagno, ho presso un caffè e una torta alla cannella, e chiesto un appuntamento per le prossime tre notti alla hostess, in un hotel a 5 stelle pagato dal mio datore di lavoro”.

 

La morale di questa storia è che quando si è giovani, essere veloci e impetuosi è più facile e forse la cosa giusta da fare, ma quando si invecchia si adotta uno stile di vita ben diverso, più lento, più intelligente, più saggio.

 

Ecco il perché della categoria S.O.S.: slower, older and smarter, più lento, più vecchio, più intelligente

 

Un studio di Michael Ramscar dell’Università di Tubingen in Germania, dice che quando si arriva a essere anziani si ha avuto tempo per accumulare intelligenza, si è in grado di capire le emozioni degli altri e di conseguenza si diventa più saggi.

 

Un anziano potrebbe non essere così veloce nell’assorbire novità e cambiamenti, ma di sicuro ha accumulato così tanta conoscenza dall’essere rallentato nella elaborazione delle cose. Quindi il cervello umano nella vecchiaia lavora più lentamente solo perché ha memorizzato più informazioni e conoscenza nel tempo.

 

Ma non è bellissimo? Questa storia mi ha affascinata e mi ha aperto nuovi scenari per il mio lavoro e su come allenare pazienza ed empatia. Sapere che con clienti più giovani posso avere un ritmo più sostenuto e con clienti più anziani un ritmo slower mi permette di rivedere tutta una serie di fattori importanti.

 

Per esempio la gestione del loro tempo e della quotidianità, già differente per interessi, carattere, predisposizioni, e ora tenendo anche conto di un ulteriore fattore: la velocità di elaborazione. Queste nuove informazioni, inoltre, mi permettono di capire ancora meglio quale ritmo di lavoro posso avere quando affianco l’uno o l’altro.

 

Una riflessione che può essere utile per comprendere meglio il collega che ti affianca al lavoro, che è in azienda da anni e che fa parte della categoria s.o.s.. Ora puoi vederlo con occhi diversi, non giudicanti e senza disprezzare la sua lentezza. Siamo semplicemente diversi, ma se tu sei giovane allora approfittane per assorbire saggezza.

 

Lorenza

 

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