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E’ facile lavorare sulla propria disorganizzazione?

10/10/2018, by LORENZA, in Stile di Vita, 0 comments

Ho chiesto a una mia carissima amica che è anche un pochino disorganizzata, cosa vorrebbe sentirsi raccontare da me in quanto professionista che aiuta le persone ad organizzarsi

 

Gliel’ho chiesto perché a volte ho la sensazione di scrivere cose trite e ritrite, di essere una palla mostruosa. Mi piace raccontarti di come si organizzano una cucina o un armadio, anche se so che sul web trovi tanti spunti interessanti e tutorial facili da seguire. Onestamente però non mi sembra di arrivare dritta al cuore del mio target in questo modo.

 

Allora cosa posso raccontarti per esserti di aiuto?

 

La prima richiesta che mi ha fatto la mia amica è stata: “raccontami che lavorare con te è una cosa facile”

La seconda: “dimmi che diventare più organizzata non mi impegnerà per mesi”

La terza: “convincimi che tutto ciò non stravolgerà la mia vita”

 

 

Wow! Sono rimasta basita e mi sono ritrovata a pensare che adesso sono cavoli amari.

 

 

E’ facile lavorare sulla propria disorganizzazione?

Hey, NO, non è facile e mi chiedo … perché dovrebbe esserlo? L’idea che la vita deve essere facile e indolore sia dal punto di vista emotivo sia dal punto di vista fisico è una sciocchezza. La vita è difficile e imperfetta, come lo siamo tutti noi.

 

Quindi, per rispondere al primo quesito: NO, non è facile lavorare con me. Ma, e c’è un ma, se hai una grande motivazione, se hai determinato di voler cambiare abitudini, se hai deciso fortemente di migliorare la tua vita, allora SI, è facile. Ecco la differenza: dipende da te, non da me. E pensa quanto forte e potente è questa cosa!

 

Questo modo di pensare che non attribuisce agli altri il potere di cambiarti ma lo hai già dentro di te penso che sia rivoluzionario. Significa che non devi aspettarti nulla dall’esterno perché la forza è li, pronta a lavorare. Basta solo che la riconosci e agisci. 

 

Lavorare sulla propria disorganizzazione è un lavoro lungo (per rispondere al secondo quesito) perché le abitudini hanno bisogno di un pochino di tempo per modificarsi. Hai mai perso 30 kg. in un mese? Non credo. Dai tempo alle nuove abitudini di consolidarsi e nel frattempo ti butto li la carta vincente: sii costante! Se ogni giorno farai qualcosa per essere più organizzato, arriverai al punto in cui non dovrai fare più nulla di così faticoso perché sarà diventata per te una abitudine.

 

A fine dicembre ho riorganizzato un armadio a casa di una ragazza. L’ho voluta fortemente aiutare nonostante la sua poca convinzione in un risultato positivo e una bassissima motivazione. Ero convinta che sarebbe andato tutto bene e che dopo il lavoro sarebbe stata contenta, avendole dato la dimostrazione che se ci si rimbocca le maniche e si agisce poi tutto migliora.

 

E’ stato un errore perché lavorare con una persona poco motivata e soprattutto poco determinata a cambiare abitudini ha prodotto un effetto alquanto indesiderato: la lamentela. Lamentela perché non si ritrovava con la nuova organizzazione degli spazi (si lamentava anche prima), lamentela perché non trovava più un tubino nero (alla mia domanda se lo ha cercato bene in mezzo alla quantità industriale di vestiti che non ha voluto eliminare la risposta è stata: non ho ancora avuto voglia e tempo per cercarlo…), insomma lamentela per ogni cosa.

 

Ecco quindi la risposta al terzo quesito posto dalla mia amica: SI, lavorare sulla propria disorganizzazione stravolgerà la tua vita. Ma, e c’è un ma, la tua vita sarà stravolta positivamente da una ondata di nuove occasioni ed opportunità, sempre che:

 

  • accetterai la tua situazione: così facendo smetterai di peggiorare
  • concentrerai le energie su pensieri positivi (ce la farò anche se sarà difficile)
  • ti impegnerai per creare una forza vincolante che darà direzione al comportamento
  • deciderai fortemente di voler cambiare le tue abitudini
  • metterai in campo tutta la forza di volontà possibile
  • non ti lamenterai (le lamentele causano immobilità, sono un buco nero nel quale l’energia si disperde e impediscono di trovare delle soluzioni)

 

Paulo Coelho dice:

“La barca è più sicura nel porto. Ma non è per questo che le barche sono state costruite”

 

E tu per cosa sei qui ed ora?
Lorenza

 

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