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Sopravvivere al periodo natalizio

19/12/2017, by LORENZA, in Blog, 0 comments

Consumismo, regali, sapori, odori, traffico, luci, frenesia, nervosismo, tradizioni … help!

Come sopravvivo al Periodo Natalizio

 

 

Non amo il periodo natalizio. Ecco, l’ho detto

 

Questa corsa al voler festeggiare a tutti i costi, al dover per forza stare in compagnia di parenti o amici … beh … mi ha stufata. Parliamoci chiaro: io amo stare in compagnia ma non capisco perché proprio in questo periodo bisogna incontrarsi, vedersi, come se non ci fosse un domani! Per non parlare poi di tutte quelle cene con amici, colleghi, conoscenti che non si è visti negli ultimi dieci mesi e che ora ti vogliono “salutare prima di Natale” … ma che mi stai dicendo che potrebbe essere l’ultima volta che ci vediamo?!  Quattro cene di saluti pre-natalizi in una settimana sono davvero troppe, ahimè, dopo la prima ho già esaurito soldi ed argomenti.

 

La verità è che il periodo natalizio non mi è mai piaciuto, neanche quando ero bambina. Mi sono sempre sentita “costretta” e quando ho potuto, in età più adulta, sono scappata a gambe levate.

 

Ho sostituito questo periodo con i viaggi. Davvero liberatorio. E facendo ciò ho incontrato persone che come me non amavano questo periodo, quindi mi sono sentita per la prima volta compresa ed in buona compagnia.

 

No perché la verità è che se dici che il periodo natalizio non ti piace tutti ti guardano male … non è forse così?

 

La cosa che mi è sempre pesata di più sono i regali. Un incubo. Non sono mai stata creativa, ho sempre avuto grosse difficoltà a farmi venire idee intelligenti per stupire gli altri con effetti speciali.

 

Che poi così non dovrebbe essere. Si parla sempre di fare regali “utili” ma sappiamo se poi, per chi li riceve, sono utili davvero? Il grado percepito di apprezzamento di un dono, dice la Stanford University, differisce nettamente tra chi lo fa e chi lo riceve. Continua dicendo che i destinatari di oggetti costosi come i gioielli in realtà non sperimentano una felicità maggiore rispetto a quella che proverebbero ricevendo opzioni più a buon mercato.

 

C’è sempre poi la scusa che tutti ci raccontiamo: “quello che conta, si sa, è il pensiero” …  a patto che si tratti di quello che l’amico si aspetti di ricevere. Se no ne viene fuori una tragedia. Non ti è mai capitato di ricevere delle cianfrusaglie inutili e pensare “orrore, era meglio se non mi faceva il regalo”?

 

Ecco, per non trovarmi più in queste situazioni, tanti anni fa ho deciso di abolire i regali. Mi sono stancata. Molte amiche non l’hanno capito, i fidanzati hanno fatto i salti di gioia, i familiari non hanno fatto una piega, non so se per la gioia o perché sono rimasti sconvolti. La mia indole da Professional Organizer è venuta fuori alla grande ed ha pesato su questa decisione. Non posso proprio sopportare tutti quegli acchiappapolvere che arrivano indisturbati a riempire case già sovraffollate di loro simili.

 

Ti sembro cinica? Non so, l’unica cosa che posso dire è che dal quel giorno mi sono sentita ALLEGGERITA ed ora vivo questo periodo con più leggerezzaSono anche più presente emotivamente rispetto al passato, anche se la tendenza è sempre quella di scappare verso lidi esotici.

 

C’è però qualcosa che amo di questo periodo. Quando è finita la frenesia dei giorni prima di Natale, dopo ci si ferma, si va a rallentatore, si passeggia, si da ascolto all’altro, gli si dedica tempo. Ecco, questo è quello che amo. La lentezza, il tempo per me, per noi.

 

Buon tempo per te

Lorenza