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Quando ero bambina le t-shirt non erano storte

14/09/2017, by LORENZA, in Blog, 0 comments

Ieri ho stirato. Fine del post

 

Una calda ed afosa giornata di Luglio 2017…

Non stiro quasi mai, sono diventata bravissima a stendere bene tutti i tipi di panni lavati, ma ci sono abiti che devo tassativamente stirare, soprattutto d’estate.

 

Stirare è una cosa che proprio non sopporto fare, non voglio farlo e non uso scuse tipo “non ho tempo”, anche perché è ora di dire basta, non si può dare la colpa al tempo. La colpa è mia che non voglio farlo! Se volessi farlo basterebbe organizzarsi, dargli una priorità e via con il ferro in mano.

 

Quando ero bambina mia mamma stirava gioiosamente. Addirittura in casa era anche un momento di grande aggregazione. Lei al ferro da stiro, io per terra con i giochi, mio padre sulla poltrona, ma eravamo tutti li, insieme. Me la ricordo felice mentre lo faceva, spesso davanti alla televisione, e rideva, non sembrava appesantita o stressata o addirittura schifata come me.

 

Prova ad immaginare, invece, la mia faccia quando devo prendere in mano l’asse da stiro … sembra mi sia appena morto un camion di parenti stretti (cit. della mia amica Roberta). Ho provato di tutto, dalla musica a palla al rossetto rosso per darmi la carica, ma nulla, il vuoto cosmico.

 

Per me è una vera e propria tragedia, peggio ancora d’estate dove sono costretta, se non voglio liquefarmi, a stirare alle 5 del mattino. So che mi capisci in questo momento e ti sento vicina!

 

Dicevo, mia mamma era felice, stirava tutto, dalle lenzuola al burazzo della cucina (così chiamiamo lo strofinaccio a Bologna). E non l’ho mai sentita imprecare come invece faccio io, soprattutto quando arrivo al momento fatidico dello stirare la camicia, o peggio ancora … una t-shirt.

 

Un motivo c’è: una volta le t-shirt non avevano la cucitura storta, ora si! Ma cosa è successo? Tira da una parte e poi tira dall’altra, niente, impossibile stirarle in modo decente. Anzi, ti prego, se hai un consiglio dammelo!

 

Quando ero bambina le magliette erano fatte bene, tutto era cucito a dovere, il cotone era ottimo e una maglietta ti durava anni se la trattavi con cura. Ora no.

 

Cosa è successo? Senza andare a impelagarci in discorsi complicati sulla delocalizzazione, globalizzazione, one one one, secondo me uno dei motivi è che vogliamo sempre di più, sempre più cose, sempre più vestiti. Vogliamo l’ultimo capo alla moda, l’ultima novità sul mercato anche se è stata fatta sfruttando persone e risorse all’altro capo del mondo.

 

La conseguenza è stata questa, che ora la cucitura è storta, perché c’è stata una distorsione della percezione della vita, di ciò che vogliamo, di ciò che siamo, di ciò che è importante e cosa non lo è. E soprattutto è diventata l’era del “tutto e subito”

 

Avere tanto, tutto, subito e magari anche a basso costo porta ad un abbassamento della qualità, sia delle cose sia della qualità di vita di chi le produce, per non parlare dello sfruttamento delle risorse terrene.

 

Nel mio biz cerco di ricordarmelo ogni giorno e cerco di trasmetterlo anche alle mie clienti:

Poche, pochissime cose ma di qualità

 

… magari prodotte in Italia e a Km. zero. Io voglio essere gioiosa come lo era la mia mamma e voglio che lo sia anche tu. Insieme dobbiamo vedere nuovamente quella stramaledetta cucitura diritta!

 

Lorenza

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